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Dik Dik - L'isola di Wight (1970)

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Testo

  

Sai cos'è l'isola di Wight
e' per noi l'isola di chi
ha negli occhi il blu
della gioventù
di chi canta hippy hippy hippy
hippy hippy
hippy hippy

Al mercato un dì
andai così
e curiosare qui e là
e non sapevo cosa fare

Fra divise blu
e giacche lunghe di lamé
ho visto te
villaggio bianco intorno a me

Sai cos'e' l'isola di Wight
e' per noi l'isola di chi
ha negli occhi il blu
della gioventù
di chi ama hippy hippy hippy
hippy hippy
hippy hippy

Senza una valigia io e te
siamo partiti un giovedì
nei nostri occhi c'era un sì

Pioggia di farfalle intorno a noi
mi davi la tua gioventù
nessuno mi ha fermato più

Sai cos'è l'isola di Wight
e' per noi l'isola di chi
ha negli occhi il blu
della gioventù
di chi canta hippy hippy hippy
hippy hippy

Sai cos'e' l'isola di Wight
e' per noi l'isola di chi
ha negli occhi il blu
della gioventù
di chi ama hippy hippy hippy

   

Note

 

La canzone originale era "Wight Is Wight" grande successo internazionale nell'autunno del 1969 per il cantautore francese Michel Delpech, un brano peraltro assolutamente antitetico al rock, un lentone micidiale, che ben poco c'entrava con il famoso festival tenutosi a partire dal 1968 nell'isola al largo delle coste inglesi, teatro di performance di Hendrix, Doors, Who e persino Miles Davis (nella edizione del 1970) e specchio di tutta la musica migliore dell'epoca. Il cast del festival all'isola di Wight del 1969, che ha ispirato la canzone, era composto da: Bob Dylan, The Band, The Nice, The Pretty Things, The Who, Third Ear Band, King Crimson ed altri. In Italia la versione italiana dello stesso Delpech e questa dei Dik Dik sono state pubblicate in primavera e hanno avuto un notevole successo, fungendo anche da traino per la edizione 1970 del Festival, che peraltro sarebbe stata la più significativa (con la ultima performance dei Jimi Hendrix e dei Doors in Europa, la prima di Joni Mitchell e poi Joan Baez, Donovan, Moody Blues, Ten Years After e molti altri). La vicinanza rispetto al festival di Woodstock dell'anno prima ha inoltre favorito la presenza nell'isola inglese di numerosi ragazzi italiani.
Buon successo per la versione dei Dik Dik (n.57 nell'anno, miglior piazzamento n.9) anche se in parte oscurato dalla versione in italiano dello stesso Michel Delpech (n. 7 e n.2 rispettivamente. Versione italiana di Claudio Daiano e Alberto Salerno.

 

Note Pagina: Testo originale riprodotto per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Copia per usi commerciali non consentita

  

Vedi anche:

 

Il fenomeno delle cover / Le cover “adulterate” / Le radio libere / Mondo Beat: le testimonianze /  Le traduzioni

  

© Musica & Memoria Ottobre 2006

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